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Corriere della Sera: “Al lavoro si è più felici”

26 Aprile 2008

lo studio del professor Csikszentmihalyi fornisce i 10 consigli per stare sempre bene

Al lavoro si è più felici

Secondo una ricerca Usa il lavoro è è una delle variabili in grado di contribuire alla felicità

LOS ANGELES (USA) - La scoperta è del professor Mihaly Csikszentmihalyi: il lavoro, oltre a nobilitare l’uomo, come sostiene il proverbio, lo rende felice. E del resto questa riconoscenza umana verso l’azienda e la soddisfazione che può regalare veniva già fotografata molto bene dal film «Fantozzi va in pensione» (pur se in chiave amaro-ironica).

UN ESPERTO DI FELICITÀ – Csikszentmihalyi è colui che tra i primi ha sdoganato la parola felicità, traghettando questo concetto verso i libri di economia. Insomma proprio a lui, grazie al suo bestseller «Flow», si deve l’apertura di quel filone di ricerca oggi noto come economia della felicità. L’arte di stare bene e di gioire della propria vita viene ormai proposto come un indicatore economico e studiato con il rigore scientifico di variabili ben più razionali. L’Economist dedicava al tema "happiness" una copertina di qualche tempo fa, ma l’interrogativo sui motivi dell’essere lieto è molto antico e già Aristotele se ne occupava con molto impegno.

ERGOTERAPIAUn’ultima ricerca condotta da Csikszentmihalyi su alcuni gruppi di persone arriva alla conclusione che il lavoro è una delle variabili in grado di contribuire alla felicità. Tutti o quasi se ne lamentano, ma in realtà il lavoro giova all’essere umano, secondo l’esperto, attribuendogli un ruolo definito e inserendolo in un tessuto sociale, accrescendo il senso di utilità e contribuendo ad alleggerire la vita dai pensieri troppo seri.

E FUORI DALL’UFFICIO? – A questo punto però il professore della felicità propone ai lettori una sorta di guida per essere lieti anche fuori dalle mura aziendali. I dieci consigli sono in realtà improntati al buon senso comune, ma contemplano nella loro essenzialità gli ingredienti base per un’esistenza gioiosa ed equilibrata. È fondamentale avere un hobby, ma anche ciclicamente avere qualcosa da imparare di nuovo e un buon libro sul comodino che possa distrarre la mente, trascinandola, se è il caso, in un mondo parallelo. Giova inoltre mantenere un esercizio fisico (mens sana in corpore sano), fare tutti i giorni qualcosa di creativo e concedersi durante la giornata qualche momento di contemplazione per apprezzare una qualche forma d’arte (un quadro, una musica, una poesia). Avere una soddisfacente vita sociale è un altro elemento di indubbia gioia e infine bisogna imparare l’arte – molto poco occidentale – di vivere il momento, apprezzandolo in tutta la sua pienezza. Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza…

 

Emanuela Di Pasqua

 

http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_17/lavoro_rende_felici_0e749420-0ca6-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml

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